Smart Working: 10 cose da sapere

Smart Working: 10 cose da sapere

Dalle comunicazioni al ministero agli strumenti da usare, dalla sicurezza alle istruzioni per i dipendenti. La guida di Economiatoday per partire subito con lo smart working durante il Coronavirus.

1. Quali adempimenti sono previsti per attivare lo smart working “agevolato” secondo il Dpcm dell’8 marzo?

Ci sono alcuni adempimenti per attivare lo smart working:

  • II primo è una comunicazione obbligatoria da effettuarsi tramite il portale Cliclavoro, che può anche essere redatta in modo massivo.
  • Il secondo è l’informativa sulla sicurezza che il datore di lavoro deve inviare al dipendente in modalità telematica (dunque anche via email).

A questo riguardo si può utilizzare il modulo messo a disposizione dall’Inail

Il Dpcm ha eliminato, per la fase di emergenza (fino al 31 luglio), il requisito dell’accordo scritto tra azienda e dipendente.

2. È obbligatorio seguire la disciplina emergenziale?

No, e il datore di lavoro può prevedere un regolamento e singoli accordi per disciplinare in modo più analitico la forma di lavoro agile.

3. Il lavoro agile deve essere concesso tutta la settimana?

In base alla legge 81/2017 che lo ha istituito, lo smart working prevede periodi svolti in azienda alternati ad altri all’esterno.
Il Dcpm 8 marzo non dice nulla al riguardo ma, tenuto conto della situazione, si presume consenta un ricorso ampio a questa soluzione.

Il datore di lavoro può pensare a una alternanza delle figure necessarie in azienda, disponendo il lavoro agile per alcuni giorni alla settimana a rotazione.

4. Posso attivare lo smart working senza alcun criterio oggettivo?

In questa fase non è necessario l’accordo individuale con i dipendenti.
E’ comunque consigliabile motivare le scelte tramite un regolamento che renda noti i criteri adottati, soprattutto in caso di rotazione tra i lavoratori.

5. Devo fornire per forza mezzi tecnologici (pc, connessione) al dipendente?

No, la norma asserisce soltanto che vi è un possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa:
«il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa».

Si suggerisce tuttavia di verificare il rispetto delle discipline interne, aziendali e obbligatorie in materia di protezione dei dati.
Dare anche direttive nella informativa o nell’accordo (o ancora in eventuale regolamento) ai fini della protezione del segreto industriale nonché della protezione dei dati personali.

6. Il responsabile della sicurezza deve effettuare visita ai locali del domiciliato?

Per verificarne la congruità ai requisiti di sicurezza contenuti nel decreto legislativo 81/2008, non è necessario. Tali adempimenti erano di norma previsti dalla contrattazione collettiva per il telelavoro, ma non sono richiesti dalla legge 81/2017.

7. Il dipendente in malattia può lavorare in regime di lavoro agile?

No, se è in uno stato di una sospensione del rapporto di lavoro non può in alcun modo prestare la propria attività lavorativa.

8. Il dipendente deve ricevere dei ticket restaurant durante il lavoro agile?

Non è obbligatorio dare ticket restaurant. Il datore di lavoro, salvo intese sindacali, se impossibilitato a far fruire la mensa non è di per sé costretto a fornire una prestazione equivalente.

9. Durante lo smart working si può fare orario straordinario?

Se il datore di lavoro le autorizza o richiede preventivamente sì; tale punto può essere esplicitamente previsto dalla informativa al dipendente o su un regolamento ad hoc.

10. La connessione internet fornita costituisce un fringe benefit?

L’agenzia delle Entrate non si è mai esplicitamente pronunciata sul tema. Tuttavia risulta applicabile quanto illustrato dalla risoluzione 357/E del 2007: il rimborso dei costi sostenuti dal dipendente per utilizzare la connessione internet in regime di telelavoro, costituisce «rimborso di spese di interesse esclusivo del datore di lavoro anticipate dal dipendente.


Per le ragioni esposte, ai rimborsi in questione non vanno applicate da parte del sostituto le relative ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali».

Fonte: ilsole24ore

Ivano Vangone

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