Macchine da caffè domestiche: caratteristiche e consumi

Con l’avvento delle macchine da caffè è avvenuta una vera e propria rivoluzione che ha stravolto questo settore e fatto cambiare le abitudini degli italiani, fino a quel momento dediti alla tradizionale moka. Oggi in milioni di case e uffici ci sono questi elettrodomestici ormai irrinunciabili, compagni di momenti di relax consumati tra amici e colleghi di ufficio. Una domanda è però lecita, soprattutto in un momento storico nel quale l’energia elettrica ha raddoppiato i suoi costi: quanto consumano le macchinette del caffè?

Prima di rispondere a questa domanda e a dare anche qualche consiglio per ridurre i consumi giornalieri, è utile conoscere brevemente le principali caratteristiche di questo elettrodomestico.

Tipologie di macchine da caffè

Volendo semplificare il mondo delle macchinette da caffè, ne possiamo individuare almeno tre tipi: le quelle a cialde, quelle a capsule e i modelli più evoluti che macinano direttamente i grani di caffè poco prima di prepararne una tazzina. Poi ci sono i modelli più caratteristici, come ad esempio la Moka Karina della azienda campana Caffè Borbone, leader nel settore e che ha creato una tipologia di macchina la quale ricorda appunto la vecchia moka: a dispetto del nome però, di fatto, è a tutti gli effetti una macchina elettrica di ultima generazione.

I consumi delle macchine da caffè

Venendo alla domanda che ci siamo posti all’inizio dell’articolo, e cioè quanto consumano le macchine da caffè, un modello medio e non particolarmente grande ha un consumo medio che varia tra i 400 e 1000 W di potenza. A scanso di equivoci basta guardare il resto della macchinetta dove viene specificato il consumo preciso. E qui bisogna subito fare una precisazione: il consumo elettrico di questi elettrodomestici va distinto tra ciò che riguarda il momento preciso della preparazione dalla maggior parte del tempo in cui la macchina è in stand by, cioè rimane accesa ma non è del tutto operativa.

In genere si stima che nei periodi di inattività il consumo è pressoché dimezzato. Questo perché nei secondi in cui viene aspirata l’acqua per essere fatta passare nella capsula di caffè, il consumo si alza grazie all’attività della pompa; al contrario, nelle lunghe fasi in cui la macchina è accesa l’energia viene consumata soltanto per il mantenimento dell’acqua calda pronta all’uso.

Dalle cifre che abbiamo appena visto se ne trae che l’impatto di questo elettrodomestico sulla bolletta mensile della luce è di pochissimi punti percentuali. Anche in questo momento storico in cui le bollette sono praticamente raddoppiate, si tratta comunque di cifre che possono essere tranquillamente sostenute da qualsiasi italiano che non vuole rinunciare a una tazzina di caffè proprio come quella preparata al bar.

Consigli per ridurre i consumi di questo elettrodomestico

Anche se, come abbiamo appena visto, il consumo di una macchina da caffè domestica o da ufficio non è altissimo si può sempre fare qualcosa per ridurre le spese. Il primo consiglio riguarda chi sta valutando l’idea di acquistare per la prima volta una macchinetta oppure ritiene che sia giunto il momento di sostituire quella che ha in casa. Ad esempio si può scegliere un modello di grandezza adeguata ai consumi medi di caffè: un single può valutare di prendere una macchina più piccola e dai consumi limitati, mentre una famiglia numerosa avrà bisogno di una macchina più grande.

L’altro importante consiglio, invece, riguarda l’opportunità o meno di lasciare accesa la macchina per lunghi periodi di tempo. Se si consumano caffè soltanto durante i pasti, è consigliabile tenerla spenta al pomeriggio e riaccenderla poco prima di cena. Insomma, piccoli accorgimenti per ridurre ancora di più i consumi senza rinunciare a una buona tazzina di caffè.

Francesco De Simone

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