L’industria dei videogiochi: intrattiene milioni di italiani

Tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta le sale giochi hanno
vissuto un boom incredibile grazie all’avvento di nuove tecnologie, come la grafica
vettoriale. Questo periodo è infatti chiamato “l’ età dell’oro dei videogiochi”. Ieri come oggi il gaming intrattiene milioni di italiani.


Il volume d’affari dei videogiochi


L’industria dei videogiochi, uno dei segmenti trainanti per l’economia, ha un volume d’affari
di circa 90 miliardi di dollari in tutto il mondo. Il gaming sta attraversando un momento di crescita esponenziale, solo in Italia nel 2019 la spesa legata ai videogiochi è stata di 1,7 miliardi di euro
Di questi, 1,3 miliardi riguardano la parte software e quindi app digitali oppure giochi) mentre 426 milioni sono per hardware come ad esempio consolle e accessori collegati. Il gioco d’azzardo ricopre una fetta rilevante, che riguarda circa 17 milioni di italiani. Nel 2019 è cresciuto del +3,5% Tra gli indici legati al settore del gaming troviamo il MVESPO (MVIS Global Video Gaming & eSports Inde) che tiene traccia delle performance riguardanti le società più grandi (e più liquide) nei settori dei videogiochi e degli eSport globali.  Per essere incluse in questo indice le società devono aver generato almeno il 50% delle
loro entrate da parte dei videogiochi e/o eSport.

Età media dei videogiocatori


Sono molti ancora oggi gli appassionati di videogiochi che un tempo affollavano le sale
giochi. Chi è nato negli anni ’80, cresciuti dentro le sale giochi, sono a loro volta diventati adulti e
non per questo hanno mai smesso di videogiocare. Tra i giochi per sala giochi più famosi possiamo ricordare Bubble Bobble, Arkanoid, Altered Beast e Ghosts ‘n Goblins. Possiamo assistere quindi ad un’ allargamento del target dei players. Il pubblico dei videogiocatori quindi si allarga, da un lato le nuove generazioni e dall’altro la fascia di popolazione più adulta, registrando così numeri record: nel 2016 a giocare è metà dell’intera popolazione italiana, e, con oltre 25 milioni i videogiocatori sopra i 14 anni.
Giovani e meno giovani si rapportano quotidianamente con i videogiochi.

La difficoltà dei giochi arcade: concepiti per inserire monete.

Il trascorrere del tempo sta facendo dimenticare quello che per molti anni è stato un
problema di non poco conto per il videogiocatore, cioè il fatto che i videogiochi del passato
avessero una difficoltà così alta da richiedere grandi sforzi per proseguire e risultare a volte quasi impossibili da finire, essendo molto più difficili di giochi moderni considerati tali, ad esempio come i Dark Souls che sono di fatto giochi facili rispetto a quelli di un tempo, ma che assurdamente vengono considerati tra i giochi più difficili mai realizzati. L’ elevata difficoltà dei giochi arcade anni 80 è data sicuramente perché sono stati concepiti per inserire monete. In sala giochi, i videogiochi dovevano opporre resistenza ai giocatori esperti che le frequentavano. L’ obbiettivo era sempre quello: far “sputare” ai clienti quante più monete possibile!

Un successo arcade doveva quindi creare dipendenza ed essere difficile. Anche i programmatori però hanno messo del suo, pianificando male a volte alcuni parametri del gioco come traiettorie, salti da effettuare, tempo necessario per completare un livello etc…
Adesso, grazie alle riproduzioni dei cabinati arcade , i cosiddetti Bartop, è possibile rivivere la stessa esperienza di gioco: ma senza dover inserire i gettoni!

Francesco De Simone

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